Renato Guttuso

Aggiornato il: apr 3


Guttuso (1911-1987) è uno dei pittori moderni italiani più rispettati. Verso la fine degli anni '30 il suo potente marchio di realismo espressionista trasmetteva vividamente l'angoscia di una generazione che voleva che la sua arte riflettesse e si confrontasse con l'urgenza della vita contemporanea.


Rifiutando sia il formalismo della pittura astratta che il naturalismo sostenuto da coloro che sono all'estrema destra dell'establishment culturale del fascismo, Guttuso ha svolto un ruolo chiave nel forgiare uno stile che avrebbe continuato a dominare l'arte italiana durante gli anni immediati del dopoguerra.


Nato in Sicilia, ha iniziato a dipingere in tenera età, ricevendo incoraggiamento da suo padre, un socialista impegnato. Le sue prime opere sicure della fine degli anni '20 rivelarono l'influenza dello stile Novecento allora dominante, favorito dal regime fascista per la sua capacità di abbracciare la modernità ed evocare la tradizione. Tuttavia, dopo essersi trasferito a Roma nel 1937, si è schierato con il gruppo Corrente, che ha cercato di creare un'arte libera da sfumature retoriche e ha adottato una posizione sempre più critica nei confronti del regime malato di Mussolini.


Nel 1944 Guttuso combatté nella Resistenza, e nel dopoguerra il suo immaginario trovò il favore del Partito Comunista Italiano (PCI), che disdegnava l'elitarismo percepito dell'astrazione. Risolutamente "popolare", il suo lavoro ha continuato a fare la cronaca della vita politica spesso turbolenta dell'Italia e del volto mutevole della sua società, per oltre quarant'anni.


Tra i soggetti più duraturi di Guttuso c'erano i paesaggi e gli abitanti dell'Italia meridionale, la cui vitalità veniva celebrata in opere che impiegavano una tavolozza adeguatamente ricca e vibrante che rifletteva i colori intensi della sua nativa Sicilia.


Come ha notato lo storico dell'arte Maurizio Calvesi, nei suoi quadri risplendono “il fuoco dell'Etna, il turchese del Tirreno, il verde delle lucertole e della vegetazione contorta, e il giallo degli aranci e dello zolfo”.




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