Medardo Rosso

Aggiornato il: apr 3


Rosso (1858-1928) nacque a Torino, ma si trasferì con la famiglia a Milano nel 1870 dove si iscrisse all'Accademia di Brera nel 1882. Lì produsse una notevole mole di lavoro prima di essere espulso per ribellione violenta contro i metodi di insegnamento tradizionali.


Il suo lavoro ha evitato la solidità e la pesantezza, mirando invece a catturare espressioni fugaci e a trasmettere un senso di spontaneità. La leggerezza del tatto di Rosso è stata esaltata dall'uso del mezzo non convenzionale e malleabile della cera su gesso.


Il suo lavoro ha anche cercato di stabilire una nuova relazione tra la figura e il suo ambiente, conferendo allo spazio "vuoto" una forma tangibile. Tali interessi furono condivisi dai futuristi, e nel 1912 Umberto Boccioni descrisse il Rosso come "l'unico grande scultore moderno", osservando come "il tocco sensibile del pollice [di Rosso], imitando la leggerezza della pennellata impressionista, dia un senso di vibrante immediatezza al il suo lavoro".


Rosso visitò Parigi nel 1884, dove incontrò Rodin per la prima volta, ed espose insieme ai preraffaelliti a Londra nel 1896. Tornò a Parigi nel 1889, esponendo all'Exposition Universelle, e rimase in Francia per gli otto anni successivi. Rosso accusò pubblicamente Rodin di prendere in prestito dal suo stile senza riconoscerlo, una pretesa che portò alla fine della loro amicizia intorno al 1898 e che potrebbe aver danneggiato la sua reputazione.


Gli ultimi anni della sua vita sono stati prevalentemente spesi nel casting e nella rielaborazione di pezzi esistenti, ma la sua reputazione ha continuato a crescere costantemente tra le giovani generazioni di artisti e critici.





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