Lu Song: Purple Skin da Massimo De Carlo

Aggiornato il: apr 21


Thu 4 Feb 2021 to Thu 18 Mar 2021

Mon-Sat 10.30am-7pm

Artist : Lu Song




L'interesse e l'ispirazione artistica di Lu Song derivano da luoghi immaginari e ambienti poetici: dai suoi primi lavori raffiguranti foglie verde scuro - uno scorcio di fogliame della giungla, acqua e fiori - al suo più recente ingrandimento di potenti fiori viola l'artista riflette sul potere della natura e i mezzi per assorbirlo e restituirlo.

Sebbene le tecniche pittoriche di Lu si siano evolute negli ultimi anni, il suo interesse si è concentrato principalmente sulla situazione e sulla loro atmosfera. Le figure mistiche determinate da una sagoma sottile che abitava la sua prima tela sono ora scomparse, lasciando spazio ai sentimenti e alle emozioni che questi personaggi un tempo trasmettevano. Una valle, una palude, una fitta giungla o un fiore non sono dipinti per proiettare l'immagine di se stessi, sono invece gli strumenti che Lu Song utilizza per esprimere sentimenti, ricordi ed emozioni.


La mostra si propone di presentare una fase di esperienza nella carriera dell'artista. I dipinti della serie Conversation realizzata nel 2018 sono giustapposti ai suoi primi dipinti di fiori Purple Skin iniziati alla fine del 2019 fino alle sue tele più recenti One fight more, and I am free. La scelta di includere nella mostra opere degli ultimi tre anni, riflette il desiderio dell'artista di offrire una visione più approfondita della sua pratica artistica. Per Song, tutte le opere di queste diverse serie sono interconnesse, non ci sono interruzioni in mezzo e la sua poetica si evolve senza soluzione di continuità. La ripetizione dello stesso soggetto è infatti intesa come mezzo per acquisire una più profonda comprensione dell'esperienza pittorica stessa: ogni pennellata, ogni impatto sulla tela avvicina l'artista alla scoperta sia della sua espressività che di quella del dipinto.



Così, nell'ultima serie, lo spettatore può entrare nell'elemento centrale del linguaggio di Lu Song, dove l'artista ha imparato l'abilità nel testare materiali diversi sulla stessa superficie. Le sue tele, infatti, sono costruite sovrapponendo numerosi strati, non solo in termini di immagini ma anche come puro atto di sovrapposizione pittorica con l'obiettivo di realizzare ciò che più gli interessa: esprimere la complessità della natura e le sue innumerevoli possibilità.


Come ha affermato Lu Song in una recente intervista “i miei lavori non sono il racconto di una storia, sono la comprensione crescente e più profonda dell'oggetto dipinto stesso”. Tuttavia il punto culminante non ricade sulla semplice immagine, ma va più in profondità nell'esperienza di essa. Lu riprende da un elemento che arriva nella sua vita, il ricordo di qualcosa che ha letto o l'impatto psicologico di una notizia che potrebbe aver sentito, sviluppando questo momento e la l'esperienza di esso in tutte le sue sfaccettature. Qui è dove la ripetizione inizia ad avere una posizione importante nella tecnica pittorica e il rapporto tra un'immagine e l'altra diventa più forte.

Purple Skin è un risultato maturo nella produzione dell'artista, nel complesso mostra una forte struttura pittorica in cui la connessione tra le singole parti e il piano generale si fonde in un'unica immagine.




Lu Song è nato nel 1982 a Pechino. Laureato nel 2006 al Wimbledon College of Art di Londra, da allora ha esposto in tutto il mondo con mostre a Berlino, New York, Londra, Copenaghen, San Paolo in Brasile. Lu Song attualmente vive e lavora a Pechino.

Le sue mostre personali includono Interni romani, al Mattatoio di Roma (2018) e con un'importante retrospettiva dal titolo Flow all'OCAT Museumin Xi'an, Cina (2017). Il suo lavoro è incluso in importanti collezioni come la K11 Art Foundation di Hong Kong, la Akagawa Collection a San Paolo, Brasile, la Bronner / Philara Collection a Düsseldorf, Germania e la Dean Valentine Collection a Los Angeles, USA.

Photo: Winnie


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